• Segreto bancario in Germania

    La legge sulla promozione della trasparenza fiscale entrata in vigore il 1 aprile 2005 ha essenzialmente abrogato il segreto bancario. Il „cliente trasparente“ è diventato realtà. Con un procedimento semplice e veloce le autorità fiscali e non solo (ad es. anche quelle di previdenza sociale) possono ottenere informazioni sui conti bancari e depositi titoli di ciascun cittadino tedesco. La corte costituzionale ha respinto due mozioni urgenti contro la legge sulla promozione della trasparenza fiscale. L’equità fiscale e previdenziale così come la prevenzione di abusi delle prestazioni sociali sono a detta della corte costituzionale „importanti questioni di interesse pubblico“.

    L’ufficio federale di sorveglianza finanziaria dispone di una banca dati nella quale viene registrata tutta l’anagrafica di tutti i clienti bancari in Germania. Nell’anagrafica sono compresi: nome, indirizzo, data di nascita, intestatari del conto, data di apertura e chiusura del conto. Le autorità hanno accesso anche ai dati relativi alle deleghe impartite sul conto, non però ad altri dati quali il saldo o i movimenti del conto.
    Le autorità finanziarie tedesche hanno stabilito che l’interrogazione dei dati relativi ai conti sia da autorizzarsi in via preventiva da parte del superiore dell’impiegato e che il cliente debba essere informato a posteriori dell’avvenuta interrogazione. In tal modo la procedura avviene ad insaputa del cliente, benchè venga informato in seguito. Conti intrattenuti all’estero non possono essere interrogati direttamente dalle autorità finanziarie. All’occorrenza l’accesso a tali datì è tuttavia possibile per le vie della collaborazione tra le amministrazioni dei vari paesi. Con l’entrata in vigore della direttiva sull’eurotassa a partire dal 1 luglio 2005 le banche di tutti gli stati membri sono obbligate a inviare segnalazioni relative a clienti residenti in Germania all’ufficio federale delle finanze tedesco. In tal modo lo scambio di redditi da capitale a livello europeo diventa realtà: le autorità finanziarie tedesche sono a conoscenza del denaro che ogni cittadino tedesco investe in altri stati UE. Le segnalazioni relative ai redditi da interessi indicano nome e data di nascita dell’intestatario del conto, indirizzo in Germania e pagamenti di interessi per l’anno corrispondente. Eccezione fanno Lussemburgo, Austria e Belgio. Questi stati non inviano alcune segnalazioni e mantengono intatto in tal modo il segreto bancario.
    A tutti gli effetti in Germania non esiste più un segreto bancario poichè le banche comunicano alla finanza non solo l’importo esente per i redditi da capitale, bensì anche in quale misura lo stesso venga fatto valere. Ciò fornisce delle indicazioni riguardo al livello minimo di flusso di interessi a favore di un determinato conto bancario, il che a sua volta – tramite il tasso di mercato – consente una stima dell’ammontare del saldo medio del conto stesso. In tal modo lo stato tedesco è in grado di stimare l’ammontare delle giacenze bancarie di praticamente tutti coloro che vivono in Germania. Lo stesso viene praticato per quegli individui che percepiscono prestazioni pubbliche dove il diritto al percepimento è subordinato alla mancanza di un patrimonio ad essi imputabile (ad es. assistenza sociale o sussidio di disoccupazione). I critici considerano questi sviluppi come un primo passo verso uno Stato di vigilanza.
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