• Paradisi fiscali, un viaggio in classe economica



    Un'analisi delle opportunitÓ che offrono i centri offshore. Il biglietto di andata per i paradisi fiscali costa 2 mila euro. ╚ questo il prezzo medio per dare il via libera alla costituzione di uno schema societario in paesi offshore.



    In molti stati con giurisdizioni fiscali di favore poi Ŕ possibile aprire delle societÓ con 2 euro di capitale, non tenere le scritture contabili e addirittura, se uno dei problemi principali Ŕ la tutela della privacy dei servizi bancari, con meno di 30 mila euro, Ŕ possibile fondare un proprio istituto di credito.

    I tempi sono estremamente rapidi. Un giorno per aprire una societÓ alle Bahamas, tre giorni alle Cayman, per arrivare alle due settimane del Lussemburgo o una di Madeira. Il fenomeno dei paradisi fiscali, ovvero zone geografiche il cui regime di tassazione e molto basso o addirittura nullo e dove vige una serie di barriere (a volte invalicabili) per le richieste di informazioni che giungono da amministrazioni straniere, dunque non riguarda pi¨ spostamenti di grossi capitali ma Ŕ scelto anche da realtÓ medio piccole.

    "Qualsiasi professionista o pmi con utili superiori a 30 mila euro pu˛ trarre vantaggi dai paradisi fiscali". Questa Ŕ l'opinione di ******** Caporaso, presidente della Opm corporation, societÓ con sede a Panama, e sede commerciale a Santo Domingo, che attraverso un'unitÓ speciale per la pianificazione fiscale offre servizi di consulenza per investire nei paradisi fiscali. Difficile stimare la reale portata del giro d'affari delle ricchezze che transitano nelle sedi dei paesi off-shore. "L'industria off-shore Ŕ piccola e misteriosa, nonostante secondo ultime stime otre il 60% dei capitali mondiali venga gestito attraverso questa industria", calcola Caporaso. "Per questi paesi i capitali che transitano presso le loro strutture finanziarie costituiscono il loro pil", spiega Francesco Ponzi, amministratore delegato della Ponzi spa, societÓ che si occupa di investigazioni finanziarie, economico/ patrimoniali che aggiunge: "Dalla nostra esperienza sono i grossi capitali quelli che prendono la strada verso luoghi off-shore".

    All'indomani degli scandali finanziari che hanno visto coinvolti grossi gruppi industriali come Cirio e Parmalat che avevano delle casseforti in luoghi come le Cayman, secondo Ponzi cambierÓ il ruolo delle societÓ che, come la sua, operano nel campo dei rapporti informativi da e per le imprese. "AumenterÓ il numero dei privati che si rivolgerÓ a noi prima di sottoscrivere azioni e bond per assicurarsi della validitÓ di questi prodotti finanziari", annuncia Ponzi. Ma intanto emerge una realtÓ inaspettata in grado di allettare per la portata del rapporto costi/guadagni anche realtÓ piccole. "Le spese e i costi sono realmente alla portata delle piccole realtÓ per esempio costituire e gestire una collegata potrebbe costare in media mille sterline l'anno", evidenzia Francesco Squeo, responsabile dello studio Squeo di Bari, "anche se attualmente si assiste a un'evoluzione della situazione". Secondo Squeo, con le nuove regole fiscali risulterÓ pi¨ conveniente "non pi¨ considerare il paradiso fiscale in quanto tale ma ottimizzare la proprio pianificazione fiscale sfruttando l'appeal delle sussidiarie estere". Il tutto si gioca sulla linea di equilibrio tra evasione fiscale ed elusione delle imposte: banalmente tra il non pagare le imposte non rispettando le leggi e invece cercare di non pagarle costruendo particolari architetture formate da pi¨ atti e passaggi, ognuno dei quali singolarmente considerato Ŕ pienamente lecito ma se mixati per bene possono allo stesso modo raggiungere il medesimo obiettivo.

    Il risparmio. L'abbattimento dei costi pu˛ arrivare fino all'80%, nel caso delle societÓ di servizi, meno se si tratta di merci in quanto Ŕ pi¨ difficile sottrarsi al fisco, ma molto dipende dalla struttura che si intende creare e dunque che cosa si vuole ottenere. I consulenti che forniscono indicazioni sulle convenienze dei paesi off-shore, infatti, concordano che con poche migliaia di euro si possono attivare strumenti idonei e sottolineano che la protezione dei propri interessi ha un prezzo proporzionale alla validitÓ della struttura stessa.

    E dunque Ŕ necessario valutare anche, oltre il costo di partenza, anche quello del mantenimento dei servizi. Il risparmio poi si consegue anche in termini di adempimenti contabili: molte di queste giurisdizioni, infatti, non prevedendo alcuna tassazione, non richiedono alle societÓ costituite nel proprio territorio la tenuta di scritture contabili. Alcuni centri off-shore poi richiedono un capitale per la costituzione delle societÓ irrisorio o minimo. ╚ dunque possibile fondare una societÓ dal capitale di 2 euro. "Il numero di chi sceglie la strada del tax heaven Ŕ in aumento ", secondo Caporaso. L'identikit Ŕ quello di un'impresa media con un utile tra i 100 e 200 mila euro annuali con un numero di dipendenti fra 30 e 120, prevalentemente del Sud Italia, anche se in un'ipotetica classifica di soggetti che contattano gli "ingegneri fiscali" (cosý definisce un sito di consulenza fiscale i propri esperti in tax planning internazionale) gli italiani e gli spagnoli risultano i pi¨ diffidenti. Di opinione diversa Uberto Meraviglia Mantegazza, esperto di tax planning internazionale: "Ŕ in diminuzione l'esperienza italiana per le normative introdotte contro il riciclaggio, lo scudo fiscale e le cfc".

    Fonte: Microsoft-finanze
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